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Progetto SFP - PROGRAMMA SOSTEGNO FAMIGLIE
Un progetto nato per migliorare il rapporto tra ragazzo,
famiglia e territorio, promosso da “Il Ponte”

Si è concluso il ciclo di  incontri del progetto SFP – Programma di Sostegno per le Famiglie (Strengthening Families Program), iniziato l’11 dicembre 2007 presso l’Associazione “Il Ponte – Centro di Solidarietà Onlus” di Civitavecchia.
Il progetto è stato svolto in circa in 50 centri (oratori, scuole, comunità e centri sportivi) sparsi in tutta Italia per la formazione di interi nuclei familiari che vede coinvolte le Scuole Elementari e Medie del territorio.
Ideato dalla prof.ssa Kumpfer (Utah University), viene sperimentato per la prima volta in Italia. Il metodo parte dal principio che per ridurre le possibilità di rischio nei ragazzi si deve migliorare il contesto familiare e le competenze relazionali tra genitori e figli e favorisce l’interazione tra scuola famiglia e territorio.
“Certamente non esiste nessun manuale del buon genitore, ma solo strumenti e consigli per dialogare meglio con i propri figli. Nel campo della prevenzione ci vuole del tempo per poter vedere dei risultati ma è fondamentale iniziare un lavoro prima che accadano cose ben più gravi” ha spiegato la Dott.ssa Rossella De Paolis, vice-presidente dell’Associazione.
Ai due cicli di incontri hanno partecipato 44 nuclei familiari, con 39 bambini dai 6 agli 11 anni. I bambini più piccoli, 11 dai 2 ai 4 anni, sono stati tenuti da un servizio di baby-sitting mentre il resto della famiglia partecipava ai gruppi.
Il progetto è terminato con una festa e la consegna di un attestato a tutte le famiglie che sono state coinvolte.
“È stata un’esperienza coinvolgente, molto impegnativa ma piacevole perchè ci ha dato modo di incontrare e confrontarci con altri adulti ma soprattutto di stare a diretto contatto con i bambini. È stata emozionante soprattutto la cena di fine progetto quando i genitori ci hanno ringraziato ed è scappata anche qualche lacrima ” ha riferito la Dott.ssa Gabriella Fiorucci, psicologa e group-leader del progetto per “Il Ponte”.
Poi una mamma ha commentato: “È stata un’esperienza singolare perché mi da dato modo di condividere le esperienze con altri genitori. Ho migliorato la qualità del tempo che passo con mio figlio ed il dialogo si è aperto in modo nuovo. Ho toccato il cielo con un dito quando l’insegnante di matematica, incontrata per caso, mi ha detto che mio figlio si era calmato tantissimo, che aveva avuto un netto miglioramento, di solito molto irruento ed agitato, durante le lezioni. Allora ho capito che non ero solamente io che lo vedevo cambiato. Soprattutto ho capito che va trattato da bambino non da adulto come invece facevo io”.
Ha proseguito la Dott.ssa Isabella Gangemi, psicologa dell’Associazione e coordinatrice del progetto: “Il metodo prevede dei giochi insieme ai propri figli. I genitori, di fronte ad una diffidenza iniziale, si sono poi accorti che gli strumenti che facevamo usare erano molto pratici e quotidiani. Sono stati inoltre evidenziati miglioramenti nei bambini anche a scuola da parte degli insegnanti. Abbiamo già deciso di fare a settembre un incontro con tutte le famiglie che hanno partecipato, anche se ormai è finito il progetto”.

Ogni incontro è stato di tre ore, una volta la settimana per un totale di 14; nella prima si formano due gruppi distinti, uno di genitori ed uno di figli seguiti dai rispettivi formatori. Nella seconda ora si riuniscono insieme le famiglie e nella terza ora si cena tutti insieme. Indubbiamente la cena è il momento di maggiore socializzazione per le famiglie. All’inizio, soprattutto i papà, erano abbastanza scettici ma poi, visto che in realtà funzionava ed era divertente, hanno partecipato assiduamente agli incontri quasi al pari delle mamme. È un metodo diverso per insegnare ai bambini il rispetto delle regole, senza imposizioni o sgridate. Le famiglie con particolari problemi, sono state aiutate in maniera separata rispetto alla sessione comune di lavoro.
La dirigente scolastica dell’Istituto Manzi, Dott.ssa Nandina Ambrogi, ha precisato che gli insegnanti hanno visto crescere la comunicazione tra i genitori ed i figli e, soprattutto per i bambini, gli insegnanti hanno visto miglioramenti subito dopo i primi incontri. All’Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Civitavecchia, Attilio Bassetti, l’iniziativa è molto piaciuta dal momento in cui gli è stata presentata e bisognerebbe cercare di allargarla e riproporla sul territorio, visto che la famiglia è il cardine della nostra società e che è meglio iniziare con la prevenzione piuttosto che cercare di correre ai ripari quando ormai il danno è fatto. Si sta già attivando per fare un incontro insieme al vice-presidente de “Il Ponte”, Rossella De Paolis, al neo-assessore alle Politiche della Famiglia del Comune di Civitavecchia, Fulvia Fanciulli e all’assessore provinciale alla Scuola, Rita Stella, per cercare di riproporre questo progetto per il prossimo anno.
A dicembre, comunque, l’Università di Venezia, Ca’ Foscari, diffonderà i risultati per tutto il territorio nazionale e divisi per ogni singolo centro che ha partecipato al progetto.

Conferenza Stampa
al termine del
Primo Ciclo di incontri
del Progetto SFP
19 marzo 2008





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Conferenza Stampa
al termine del Secondo
ed ultimo Ciclo di incontri
del Progetto SFP
3 luglio 2008








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